Furto dei tombini a Massimina

Il problema sta dilagando nelle città italiane: dalle strade spariscono i tombini. E si aprono buche, quando non voragini, pericolose.

Sporchi (e magri) guadagni. Che cosa intasca, chi si porta via un tombino? Secondo lo Sportello dei diritti, la ghisa oggi viene trattata dai rottamatori a 500 euro la tonnellata, quindi mezzo euro al chilo; per una singola copertura, dunque, si possono incassare dai 3 ai 4 euro. Moltiplicati per dieci, fanno una giornata di lavoro per chi non ha altre alternative. Ma il danno pubblico è ben maggiore, perché spesso il Comune deve far sostituire anche il telaio del tombino, forzato nello scasso. Tra manodopera e materiali, se ne va qualche centinaio di euro. Denaro pubblico, che forse potrebbe essere speso diversamente per alleviare il disagio sociale.

Roma, metropoli tra le più colpite dal fenomeno, si contano già più di un migliaio di sparizioni. Le zone periferiche sono, ovviamente, quelle dov’è più facile colpire di notte indisturbati: per esempio, a San Basilio, Tor de’ Cenci, Vallerano, alla Muratella, a Ponte Galeria. Quartieri dove, ogni mattina, chi viaggia in auto deve stare molto attento a dove mette le ruote, se non vuole danneggiare seriamente il proprio mezzo; per motociclisti e scooteristi, poi, ogni buca rischia di trasformarsi in una trappola davvero mortale. E non è un modo di dire.

Negli ultimi giorni varie segnalazioni anche nel nostro Quartiere. Davanti la scuola elementare di Via Ildebrando della Giovanna in due giorni ne sono spariti due con ovvie difficoltà di circolazione e di sicurezza per i bambini che giocano prima di entrare.

In questi casi la cittadinanza è un alleato importante per segnalare, anche con foto e video, queste situazioni e denunciare chi compie questi atti.

 

 

 

 

 

 

 

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