1 Maggio al Bosco

“Ciao a tutti, sono il Bosco di Massimina, e oggi sono felice di avere tanta compagnia”.

Di solito non ho compagnia e mi nominano per cose non proprio belle, come gli atti vandalici, gli abbandoni di spazzatura, i cancelli rotti, i contatori “scavicchiati”, di recente qualcuno di buon cuore ha decorato i miei muri di recinzione con degli splendidi Murales che però qualcun altro ha pensato bene di modificare quasi subito storpiando quei colori e quei disegni che mi piacevano tanto, vabbè.

Ma oggi sono felice! Finalmente tanta gente si è ricordata di me, complice questo stupendo sole primaverile, li sento parlare tra loro, cantare, qualcuno si è steso sulle coperte allargate sull’erba, qualcun altro ha portato i bracieri per cucinare bruschetta e carne, sento già il profumo! I bambini che giocano poi, che belle le loro voci stridule, li sento correre tra gli alberi e si rincorrono, giocano a palla, hanno portato pure le reti di plastica per farci i Goal! C’è perfino qualcuno che corre per i viottoli e segue il percorso ginnico (quello che ne resta)”

Ecco se potesse parlare il bosco di Massimina io oggi lo immagino parlare così

Stamattina verso le 10 ci sono andata a camminare e quello che ho visto ha suscitato un’emozione unica: tutte quelle persone, tanti giovani e tanti bambini, tante mamme e tanti papà a rendere omaggio al nostro bosco e l’inequivocabile odore di brace accesa che arrivava fino al parcheggio prima dell’ingresso, mi hanno messo un’allegria addosso che mi ha accompagnato tutto il giorno

Certo l’erba era alta, ma nei giorni scorsi ha piovuto e l’erba cresce, però non c’era spazzatura nel bosco, a parte il mucchio all’ingresso in attesa di essere ritirato dall’Ama (che sicuramente sarà cresciuto in serata), e una panchina rotta in bella vista non faceva una gran figura, ma vederlo Vivo, è stato bello

Avere uno spazio così nel quartiere e non sapere utilizzarlo, non riuscire a renderlo parte integrante del quartiere… E’ pur vero che i nostri amministratori fin da quando è nato il bosco, e sono quasi venti anni (mica l’altro ieri) non sono riusciti a trovare una soluzione definitiva alla sua manutenzione e custodia come anche per gli altri due parchi di zona, quello su strada di Via Romano Guerra e quello di Via Vanni, che continuano a vivere momenti alternati di gloria e di disperazione (ci pensate che ne abbiamo ben tre di parchi in zona? In realtà sono giardini, visto che la Pubblica Amministrazione li colloca in quell’ambito).

Allora, ho fatto tutto il percorso che gira attorno al bosco, vedendo che i posti all’ombra erano tutti già presi, e qualcuno temerariamente già assaporava il primo bagno di sole della stagione, fare foto in modo da non immortalare qualcuno è stato un problema

Inevitabilmente i ricordi di quando ormai tanti, troppi anni fa Pasquetta, 25 Aprile e 1 Maggio erano sinonimo di “gita fuori porta” tornano alla mente, e mi pare ieri che si partiva con le macchine stracolme di cesti, secchi (per non rovesciare il contenuto delle insalatiere)e buste piene di ogni ben di Dio per la classica “scampagnata” e ci si portava di tutto da mangiare, la lasagna, la carne, la frittata, l’insalata le fave col pecorino, le fragole senza panna solo col limone e lo zucchero e poi, i piatti di “coccio” e i bicchieri “di vetro” le posate di “metallo” l’acqua in bottiglia di “vetro” e il vino nel “fiasco” (ve lo ricordate il fiasco?) e poi si riportava tutto a casa (avanzi compresi che non erano per il cane) perché i piatti quelli erano, cioè quelli dove si mangiava tutti i giorni, non erano “mono uso” (brutta invenzione quella del monuso o usa e getta, ma ne parleremo un’altra volta se vorrete)

In quelle gite, si parlava, si mangiava, si giocava a carte, a pallone, a “ruba bandiera”, si prendeva il sole, quando c’era, e poi si tornava a casa

Ma torniamo ad oggi, finita la passeggiata mentre tornavo a casa c’era ancora qualcosa che non tornava… non riuscivo a capire cosa fosse, e proprio mentre arrivo a casa l’illuminazione: non c’erano telefonini o tablet in bella vista stamattina, manco uno!

Bambini che giocavano tra loro, ragazzi che parlavano, cantavano, amoreggiavano, qualcuno raccoglieva pezzetti di legno per il fuoco, mamme e papà che apparecchiavano i tavoli portati da casa, qualcuno steso al sole, ma nessuno che guardasse o pigiasse dita su schermi di telefono o tablet

Cavolo! Non è che per caso stiamo regredendo al rango di “normali esseri umani pensanti”?

Dobbiamo preoccuparci?

Magari è il Bosco che essendo posizionato nei pressi di una “discaricuccia di  monnezza” emana energie funeste che inibiscono i neuroni e le sinapsi del cervello umano facendo dimenticare (per poco) il fascino e l’inutilità dell’utilizzo delle moderne tecnologie informatiche portatili…

Magari eh!

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