Parcheggi e multe a Via Ildebrando

E’ di questi giorni la notizia che cominciano ad arrivare le multe in via Ildebrando.

Meno male direte voi, hanno cominciato a beccare gli scaricatori abusivi di spazzatura! Ma no, ma quale spazzatura, le multe per divieto di sosta!

Così ci risveglia una mattina di fine estate e si riscopre (perchè in tanti sapevamo del divieto, ma in tanti lo avevamo pure scordato) che Via Ildebrando della Giovanna è tutta un divieto di sosta. Già perchè tra il 18 e 19 luglio un agente accertatore è passato ed ha elevato multe a tutti quelli che avevano parcheggiato in strada, appunto in divieto di sosta

“Giusto! Hanno fatto bene, le macchine non si parcheggiano in divieto di sosta, quando c’è una regola questa va rispettata, se c’è un divieto allora lì la macchina non ci si può mettere, e mettetela nei parcheggi la macchina, che sono sempre semivuoti” questi alcuni dei commenti tra i più gettonati nei post che gli sventurati destinatari della perniciosa missiva hanno pubblicato nei gruppi di quartiere, segnalando appunto la novità.

Via Ildebrando della Giovanna (ribattezzata Ildelove, dagli appassionati runner di zona) è lunga circa due chilometri, dal capolinea dello 088 fino all’inizio di via Romano Guerra

Sulle foto prese da google maps, si vede una bella strada larga, con costruzioni su un lato solo e l’altro lato si affaccia sulla campagna romana (sorvolando la vista dell’ex raffineria e dell’inceneritore fortunatamente ancora spento), comunque un gran bel panorama è tanto spazio a disposizione

Verso la fine degli anni novanta, venne finalmente a compimento il progetto di allargamento della strada, con annessi parcheggi che la fiancheggiano, per un lungo tratto

Ecco: lungo tratto, è la definizione esatta, non tutto il tracciato della strada è accompagnato da parcheggi. Il progetto iniziale ne è carente, e quindi non sono stati costruiti e nemmeno previsti parcheggi per la parte finale della strada. Le macchine possono essere parcheggiate solo fino all’altezza del civico 125 (davanti alla scuola) così dice il progetto, così è nella realtà dei fatti; di conseguenza è stato previsto un divieto di sosta fuori dai parcheggi su tutta la strada  (Attualmente nemmeno segnalato da segnaletica)

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Ma, le abitazioni a via Ildebrando arrivano fino al civico 185, altri 700 metri circa di strada dall’ultimo “pit stop”. Questi abitanti non hanno parcheggi, per loro non sono stati previsti, e quindi siccome sono pure cittadini che infrangono le regole parcheggiando in divieto di sosta, è giusto che paghino le multe: questo quello che dice il Comune (ma la macchina dove la mettiamo? La incartiamo e la infiliamo in un cassetto?)

Ma analizziamo la situazione, su tutta questa strada ci sono parcheggi, e non è vero che non siano utilizzati, (qualche foto che ho preso ne dimostra l’utilizzo, e basta andare su “google earth” dove potete vederlo da voi se sono utilizzati o no), tant’è che fino a dove stanno i parcheggi, sono pochissime le macchine parcheggiate in divieto (e che dovrebbero essere sanzionate!), invece dal civico 153 circa, dove ci sono diverse traverse e tutte abitate, dove la strada curva in discesa prima di risalire verso il curvone del carrozziere, per incanto appaiono le prime macchine parcheggiate in strada (e in divieto)

Qualcuno suggerisce di usare i parcheggi su strada, quelli del primo tratto.

Va bene, facciamo due conti: dal civico 185 al parcheggio più vicino, quello della scuola, (e parliamo di un parcheggio davanti ad una scuola dove in periodo scolastico mancano pure i posti per il solo personale addetto, figuriamoci per i residenti) ci sono  2 fermate di autobus, in media 500 metri (più o meno  650passi e non 2) e ci vogliono dai 3 ai 5 minuti a piedi dipende dal passo; “e che ci vuole? Mica siamo tutti pigri!”

Che ci vuole? Allora, proviamo a farlo con un bambino, la spesa appena fatta, magari con i surgelati da mettere in frigo e un fardello di acqua, aggiungiamo il meteo, magari piove, oppure fa un caldo bestia….oppure immaginate voi, una qualsiasi scena di vita ordinaria giornaliera e buona passeggiata! (è facile ironizzare su cose così “frivole”, l’assurdo sta nel non vedere uno spazio immenso, quando c’è, evitando così che “gentaccia” come me ci scherzi su)

Oppure niente di tutto questo, parcheggiamo tranquillamente la macchina, nel primo parcheggio disponibile a 500 metri circa. Dunque macchina parcheggiata, scatola nera istallata allarme satellitare pure, verso le due di notte squilla il telefono è la sala operativa dell’allarme che ci avvisa di un tentativo di scasso alla nostra macchina, oppure che la nostra macchina si sta spostando… Ci vogliono dai 3 ai 5 minuti a piedi dipende dal passo per arrivare al parcheggio, si…. ma noi stavamo dormendo in pigiama, quindi ci dobbiamo vestire, scendere, arrivare di corsa al parcheggio e……. finite voi……..già e che ci vuole?

Se invece scatta solo l’allarme sonoro? Noi non lo sentiamo affatto, ma chi abita là vicino si che lo sente, e pure bene direi, con sommo giubilo delle orecchie e del sonno che passa!

E poi ci sono i vandali, che dopo una certa ora imperversano  indisturbati su strade e parcheggi  (anche sotto casa per la verità), lasciando souvenir molto ambiti dai proprietari colpiti. Certo  che avere un parcheggio sotto casa è il sogno di tutti, ma non sempre è possibile, quindi bisogna accontentarsi. Ma qui? Qui ha prevalso una logica inconcepibile, di spazio ce  n’è ora, e ce n’era quando tutto è stato studiato e costruito.

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Se la cosa non fosse tragica, sarebbe comica però: perché  pensare a servizi, parcheggi in questo caso, solo fino ad un certo punto? Per soldi forse? Non credo, forse solo per scarsa lungimiranza. Si progetta un servizio, parte l’iter, prima di vederne la fine, passano almeno 20 anni. Le cose cambiano in pochi mesi, figuriamoci in un ventennio!

Il mio pensiero dunque va a “Centralità di Massimina” Il mega progetto di riqualificazione di zona, approvato e in fase di definitivo decollo, sono anni che se ne parla, e chisssà quanti altri ne passeranno per portarlo a termine, e mi chiedo “non è che anche li i parcheggi o i marciapiedi su via Casal Lumbroso sono previsti solo fino ad un certo punto?”

Speriamo di no!

Concludo con una richiesta, forse poco ortodossa, e nemmeno tanto campata in aria, (forse qualcuno se lo ricorda il parcheggio provvisorio sorto nella piazzola dell’ex capolinea dello 088 sempre pieno di macchine) ma sono sicura che gli abitanti di Via Ildebrando della Giovanna (dal civico 125 in poi) mi autorizzano a farla anche a loro nome e che più o meno potrebbe essere così:

“C’avete fatto le multe, ce tocca pure pagarle, ma un prato per parcheggiare no? Noi ci accontentiamo!” 

La serietà di una amministrazione pubblica si vede anche da queste piccole cose: non puoi mettere un divieto dove sai (e se non lo sai è ancora peggio) che prima o poi sarà infranto. Il fatto diventa poi un paradosso nel momento in cui per fare cassa, passi a verificare, sanzionare e riscuotere un diritto che hai,  ma che parte dal mancato rispetto di un’esigenza che era facile da prevedere a monte.

Ma d’altronde “la legge non ammette ignoranza (solo per il popolo però)

Alla prossima

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