Cara Virginia ti scrivo……

Cara Virginia ti scrivo …

a Te, che in questo momento rappresenti il nuovo, il diverso che si accinge a governare una città la mia città e che città: ROMA

a Te, perchè nei tuoi occhi e in quelli dei tuoi compagni di movimento  quella sera, ho visto sorpresa prima ancora di gioia per la vittoria, la stessa sorpresa che si respirava nei seggi al momento dello scrutinio, quando tutti si guardavano anche un po’ smarriti mormorando “ahò e questi se prendono tutta Roma”;

a Te che in una delle ultime dichiarazioni hai detto “ogni amministratore dovrà essere responsabile delle proprie azioni e riferire sul proprio operato”;

a Te per ricordarti che tutti stiamo col fiato sospeso in attesa del fatidico “e mo che succede?” e sappi che, se non succede niente, nessuno ti farà sconti.

Ti scrivo dalla periferia di Roma, la stessa periferia che “altri” prima di te hanno scordato, relegato nel pensatoio dei ricordi lontani, quella periferia dove per riparare un tombino scoperchiato ci si impiegano sette (7) mesi e, per riaccendere cinque lampioni su una strada ce ne sono voluti undici (11) di mesi (la strada non si trovava nelle mappe gestite dal software in uso ad ACEA). Invece per la richiesta di “rinforzo” di una corsa per l’autobus mattiniero che porta i ragazzi a scuola, fatta in Ottobre, ancora stiamo aspettando (siamo a giugno le scuole sono finite), ma non demordiamo, a settembre ci si riprova!

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La periferia da cui Ti scrivo io, è un po’ particolare, d’altronde tutte le periferie sono particolari, uniche nel loro genere: ognuna c’ha la magagna (come si dice a Roma) che le è toccata; la mia ne ha più di una, noi siamo “periferici di mezzo” (da non confonderci con l’omonima banda assurta alle recenti cronache per fatti tutt’altro che leciti) e cioè stiamo in mezzo a problemi che non si sa mai chi debba risolvere (come la storia del tombino e dei lampioni)

“La discarica di Malagrotta” ad esempio è uno dei nostri problemi più grandi, se non il più grande in assoluto, ce lo siamo ritrovati sul groppone insieme a quelli del municipio accanto l’XI (spero di non sbagliare con i numeri), è su terreno privato e dallo stesso era gestita (momentaneamente gli impianti sono affidati a una municipalizzata) su autorizzazione comunale, ma di competenza regionale, fatto sta che dopo la tanto sbandierata chiusura, la conseguente quanto necessaria bonifica ancora non parte, malgrado tutti i fondi già stanziati, così noi e gli sfortunati abitanti dei municipi limitrofi, in estate siamo soliti rinchiuderci in casa con le finestre chiuse (anche meglio così non entrano i ladri) perchè funeste quanto fetide e urticanti folate di “eau de monnezz” ci avvelenano l’aria a seconda di come tira il vento, oltre naturalmente a tutte le altre conseguenze ben più gravi sulla salute degli abitanti che questo ritardo genera (e agli oneri accessori che la cosa genera)

C’è poi al confine con un altro municipio, un piccolo villaggio residenziale, è un “campo tollerato” che come competenza territoriale è appunto del XIII municipio, ma come ricaduta di servizi e disservizi è tutto nostro, (i ragazzi che ci vivono, “vanno” a scuola con i nostri figli). Pure qui, quello che lamentiamo è la scarsa attenzione ed il ritardo negli interventi di volta in volta richiesti in fatto di igiene e di sicurezza, soprattutto. Si è formata un enorme discarica a cielo aperto, il nostro biglietto da visita, (spettacolo unico per chi entra in zona proveniente dalla via Aurelia) davanti all’ingresso del campo, dove civilissimi cittadini, anche provenienti da zone limitrofe, buttano di tutto e dove quasi giornalmente il tutto indistintamente viene bruciato con emissione di fumi puzzolenti e presumibilmente anche tossici. Gli interventi dei vigili del fuoco sono ormai abituè, in ritardo dalla chiamata, ma puntuali nella ricorrenza giornaliera e settimanale. Il municipio di appartenenza ha pensato bene di sostituire lo scorso anno i cassoni per la raccolta dei rifiuti con quelli nuovi, parliamo di enormi container di ferro, dopo di che il Nulla, come se un cassone siccome è nuovo si svuota da solo, oppure  il fatto di essere nuovo significa che non possa bruciare! (mandare regolarmente una squadra a ripulire tutto, oppure dotare di impianto di sorveglianza l’area per capire chi scarica, sarebbe già un piccolo aiuto)

Da notare, tra l’altro, che nel nostro quartiere, regolarmente sprovvisto di isola ecologica, c’è la raccolta dei rifiuti con il metodo porta a porta spinto, NON abbiamo più i cassonetti ma nemmeno i gettacarte o i raccoglitori per deiezioni canine per strada, e ogni tanto la municipalizzata addetta alla raccolta dei rifiuti si dimentica pure di passare lasciando sui marciapiedi, nei pressi degli ingressi delle case, interi cumuli di spazzatura, regolarmente differenziata all’origine, ma ammucchiata tutta insieme per il mancato rispetto dei giorni di passaggio. Ritardi pure qui, macchine che si rompono, turni che non si rispettano e chiamate a vuoto che si rincorrono per richiedere il ritiro.

Per non farci mancare niente, sennò sarebbe troppo bello, abbiamo pure l’annoso quanto oneroso problema dei consorzi stradali, altra rogna che tanto prima o poi Ti toccherà affrontare, con conseguente doppia imposizione al cittadino, dei tributi, Tasi-Consorzio, e dulcis in fundo, il Comune di Roma azionista di maggioranza (pure qua) dei consorzi, non versa più le quote di contributo a suo carico, ormai da tempo memore, come dire oltre al danno pure la beffa!

Non parliamo poi della assoluta mancanza di forze dell’ordine in un quartiere estremamente periferico o della prostituzione su strada (quella non ci manca a tutte le ore), alle fermate degli autobus. Di problemi, come avrai ben capito ce ne sono tanti e sarebbe troppo lunga la storia qui adesso, avremo tempo per approfondire.

Ancora Ti chiederai perchè scrivo proprio a Te, beh, prima di tutto perchè adesso sei il mio Sindaco, e stavolta spero per l’intera consiliatura, e poi perchè spero che Tu con la squadra che stai mettendo insieme, riusciate in quello che non è riuscito a chi è venuto prima (o non ha voluto?), ma che soprattutto non dimentichiate che anche in periferia vive gente che qualche volta pensa e ragiona, e quando lo fa è anche capace di cambiare e provare a fidarsi di nuovo.

Ecco “Fiducia”, quella bella cosa che una volta persa non la riprendi più, e che stavolta tanta, ma proprio tanta gente ha deciso di consegnare a Te Virginia e al gruppo che rappresenti, sappiatela usare.

Un primo punto a favore intanto lo hai guadagnato (lo avete) per aver richiesto “la collaborazione dei cittadini”, quindi volete un nostro consiglio, cercate ora di ascoltare anche la nostra voce, “ascoltare e non sentire” che è diverso.

Aspettiamo, augurandoti un buon lavoro, quindi al motto che è “a riveder le stelle” io aggiungo “le aspettiamo” (le stelle) e speriamo che siano belle.

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