La borsa o la vita

Due notizie, completamente diverse, accomunate solo dal giorno in cui sono state pubblicate

– Il rientro di Girone in Italia

– Sara, 22 anni uccisa in strada dall’ex fidanzato

Che cosa accomuna le due cose direte voi? Due “esseri umani” rispondo io due Vite: una che se ne è andata e una che ha ancora speranza

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Il primo rientra in Italia con il solito codazzo di polemiche pro e contro, che vi risparmio perché tutti quelli che volevano seguire la storia, ormai una mezza idea se la saranno già fatta. La notizia di cui parlo io però è un’altra: Girone torna in Italia e diversi quotidiani pubblicano “l’India annulla ordini di acquisto all’Italia per 2 miliardi  di Euro” e poi segue piccolo piccolo anche “già ai tempi del governo Monti l’India congelò gli acquisti dall’Italia per tutta la durata della permanenza dei marò in Italia” (appunto) per scongelare il tutto al rientro dei due in India (poco importa se le commesse si riferiscono ad apparecchiature che servivano all’India per il potenziamento della difesa del proprio stato, traduzione in “popolese” armi)

Non ci leggete niente di strano voi in queste poche righe? Io leggo “L’India rilascia un prigioniero (questo è per loro il sig. Girone) e ci presenta il conto”. La Vita di un uomo in cambio di denaro. Una semplice partita di giro. Soldi contro Vita, con i soldi che valgono sempre più della Vita, perché adesso si comincerà a parlare di posti di lavoro, di export, di bilancia dei pagamenti, di bilancio dello Stato, tutte cose che sembrano enormemente più importanti della Vita, soprattutto se si tratta di una sola.

femminicidio-scarpeLa seconda, riguarda l’inimmaginabile barbarie perpetrata ai danni di una “bambina”, speronata in macchina mentre tornava a casa, e uccisa con un trattamento che non si riserva nemmeno agli animali. Una dichiarazione del sostituto procuratore, continua a rimbombarmi in testa “la ragazza avrebbe potuto salvarsi se almeno una delle macchine che passavano si fosse fermata per aiutarla”

Immaginate la scena: una ragazza in una strada buia che correndo chiede aiuto, passiamo in macchina: ci fermiamo? No non credo, il primo pensiero è “ma sarà una mezza matta lascia che se la sbrighino tra loro” e poi “metti che è tutta una messinscena per derubarmi” o ancora “ieri mi è arrivato il messaggio di un amico che consiglia di non fermarsi affatto su strade buie se vedi qualcosa di strano perché bene che ti va ti rapinano, se non ti ammazzano”. Appunto ti ammazzano, come è successo a Sara ammazzata ai bordi di una strada senza che nessuno si sia fermato o abbia pensato a chiamare la polizia. Almeno questo chi di là è passato poteva farlo, chiamare il 113 e informare che su quella via a quell’ora una ragazza stava correndo sulla strada. Invece Sara è morta.

E allora mi ricordo di quando un mio carissimo amico, Roberto (che al momento è pure candidato alle prossime elezioni comunali) ai tempi del liceo, mentre torna a casa e vede due ragazzi che litigano animatamente, si ferma e si mette in mezzo ai due proprio mentre il ragazzo fa partire un cazzotto verso la ragazza: frattura del setto nasale qualche giorno di ospedale, e intervento ricostruttivo del naso. La ragazza incolume, se non ricordo male gli dice pure “la prossima volta impicciati per te”. Ci sono ancora persone così? Sara non ne ha incontrate, purtroppo.

orfani-vittime-femminicidioPenso poi alla mamma di Sara, al messaggio ricevuto “sto tornando”, alla paura e poi alla certezza che qualcosa era successo, penso a tutte le mamme che la sera aspettano i figli e le figlie che tornano a casa, e quando ritardano penso all’ansia che le acchiappa allo stomaco e le tiene sveglie dietro le finestre. Una telefonata, e Sara poteva ancora essere viva.

La Vita effimera, quella che adesso ci sei e tra 2 minuti non si sa, la Vita bellissima che non sai mai cosa ti riserva, quella che ti accompagna dalla nascita, e che non consideri mai fino a quando non capisci che te ne rimane poca, la Vita che fa pendant con  dignità (termine ormai in disuso) la Vita che oggi in troppi cercano di barattare con il denaro, ma solo quando si tratta di quella degli altri, la Vita che senza di lei, il denaro varrebbe ben poco.

La Vita, quella di Sara che a 22 anni è finita ai bordi di una strada di periferia, quella di Girone che è stata barattata (per il momento) con miliardi di commesse annullate. La Vita che ce l’abbiamo per essere vissuta, ma che se stiamo sempre da soli, attaccati ad una realtà virtuale, poi non ci rendiamo più conto che dobbiamo Vivere nel reale, che dobbiamo “vedere” quello che ci succede intorno, che dobbiamo aiutarci gli uni con gli altri, che gli altri qualche volta, sono anche buoni, che non possiamo sempre girarci dall’altra parte, perché poi se capita a noi, gli altri si girano dall’altra parte.

E scusate se non ho più voglia di parlare

 

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