Manca la carta igienica nelle scuole: i genitori continuano a pagare

Come fare altrimenti. I docenti non hanno opzioni disponibili, bisogna chiedere necessariamente aiuto ai genitori.
La storiella si ripete periodicamente, ogni tot mesi, ogni anno. (e non solo con la carta igienica, mlmddd).

Schermata 2015-12-16 alle 11.17.22Cosa accadrebbe se i genitori, colti da un improvviso senso di rispetto dello stato di diritto, integerrimi, smettessero di
“elargire fondi per la collettività”? Il caos. Docenti con le mani nei capelli e studenti in preda agli spasmi.
Il sistema itaGLIano è abituato a reagire solo quando il generico problema diventa realtà di pubblico dominio.
Solo nell’esatto momento in cui l’indignazione raggiunge livelli d’indigenza, s’innesca quell’arcano processo mentale che muove (a mo’ di gregge, tipico comportamento della nostra penisola … ndr) le genti a dissentire. In che modo le genti dimostrano la propria indignazione?
Bella domanda (ma che te fai la domanda da solo? Ebbene si, me la canto e me la sònoo), bellaziii).

Il modus operandi è ormai un classico, dapprima instaurano un primo contatto con l’amica/o di passaggio, se c’è una prima approvazione/conferma morale allora si passa al tam tam sugli instant messaging (leggasi whatsapp, telegram etc).
Solitamente le prime due fasi danno un grande slancio e speranza riguardo al fatto che l’intuizione iniziale possa “muovere alla rivoluzione“.

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L’entusiasmo viene ben presto assopito nel momento in cui ci si rende conto che il leitmotiv:”armiamoci e partite” diventa realtà. A quel punto, tutto svanisce, come una nuvola i cui cirri tendono a svanire gradualmente nel blu del cielo.

quinto potere
Colpa del Governo” dicono alcuni, colpa della Regione Lazio, colpa del Comune di Roma che non ha dato i soldi al Municipio XII, colpa del Municipio XII che non ha dato i i soldi alla Multiservizi, colpa della Multiservizi che pur avendo ricevuto i soldi, !ah no! scusate è finita “la catena delle colpe” … comunque, qualsivoglia leggere, una cosa è certa:
pagano le famiglie.

Torniamo a noi.
Le famiglie ormai sono assuefatte e nonostante la crisi economica incomba sempre più (checcé se ne dica, siamo ben lontani da una ripresa che stenta a partire … ndr) sistematicamente ci si rimbocca le maniche e si “cacciano i soldi“,
ancora una volta. L’assuefazione è tale da indurre le famiglie ad una sorta di abitudine periodica/ricorrente che nulla a che vedere con l’obbligo di fornitura che altri, preposti, dovrebbero sopperire.

Da più parti arrivano soluzioni al riguardo:”prendeteli dal taglio dei premi assegnati ai dirigenti della PA!“, pura utopia.
Dopo il tempo dei “sacrifici” ora è il tempo degli “slogan” o degli annunci verosimili. Ma quanno cz se svejamo?

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Purtroppo l’itaGLIano medio (Maccio Capatonda n’è la massima espressione nel suo recente film … ndr) tende a NON
approfondire e si ferma al mero titolo di un giornale oppure all’apertura d’un TG.

… a proposito di contributo volontario

Se sei arrivato fin qui, bene, probabilmente non ne fai parte.

Ah, bella questa parte, soprattutto per coloro che si sono accorti di questo piccolo “trick”.
ad maiora

“Buona sera, Londra. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè sprofondato nell’oblio, sottraendo un po’ di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole.. non c’è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato”.
V Vendetta

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