Tanto paga Badoglio

I più giovani sicuramente non lo conoscono, ma i più veccchiarelli, come me, questo modo di dire lo avranno sentito, dai genitori o dai nonni per indicare qualcosa da prendere ma che pagherà qualcun altro, forse.

Ecco, siamo arrivati a questo: pagare quello che qualcun altro,  a torto o a ragione, prima di noi ha preso, e pagare anche per chi ha sbagliato  pur sapendo di sbagliare

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Lo sciopero imprevisto degli autisti TPL che da mesi non percepivano stipendio e che ha bloccato per più di una settimana gran parte della periferia romana, che come unica differenza rispetto agli altri autisti del servizio di trasporto pubblico, hanno il “difetto” di non essere dipendenti dell’azienda a partecipazione comunale romana, ma di un consorzio di aziende nato  per gestire il 20% circa delle linee urbane e periferiche della capitale.

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Le scelte economiche, politiche e sociali che portano a queste situazioni ibride, saranno state sicuramente studiate nel momento in cui sono state fatte, ma che oggi hanno creato incredibili disuguaglianze nella gestione  del personale, che in pratica fa lo stesso identico lavoro, a condizioni diverse, e nei cittadini-passeggeri che utilizzando lo stesso servizio pubblico, sempre più disservizio pubblico, sono stati discriminati in questi frenetici giorni.

I “periferici” abitanti delle così dette “borgate”(le più colpite dallo sciopero), abbandonati al loro destino,  costretti a prendere la macchina, o chi non ce l’ha a chiedere passaggi, a fare l’autostop (pensavo che non esistesse ormai più) o più semplicemente a fare incredibili scarpinate per raggiungere il posto di lavoro o la scuola o il medico o anche solo per fare la spesa; i “Centrali” fortunati (ancora non so quanto) abitanti della parte centrale appunto, di Roma, che forse nemmeno se ne sono accorti, se non negli ultimi due giorni, e magari solo perchè la storia è finita finalmente anche ai TG.

“A pensar male è peccato” recita un altro vecchio detto popolare, si ma difficilmente si sbaglia: otto giorni di sciopero, niente stipendio per gli scioperanti e conseguentemente  niente spese di carburante e manutenzione dei mezzi, risparmio sicuro per i gestori e già pagato dagli utenti (con l’abbonamento anticipato), otto giorni per vedere se anche senza tutte quelle linee, la cosa può funzionare lo stesso. Comunque alla fine chi vuole e può, si sposta lo stesso, ci si “arrangia” daltronde stiamo sempre in Italia, i fondi scarseggiano, poi comincia il Giubileo, c’è l’ISIS che impazza, arriva Natale e poi… ci si dimentica….

Oggi ripensavo ancora ai nostri figli costretti a viaggiare “stretti stretti” la mattina per andare a scuola (mica è cambiato niente), tutti pressati nel solito mini bus dello 088 in partenza da capolinea Ildebrando Della Giovanna alle 6,50, chissà se potranno mai dire “stamattina sull’autobus c’era posto” Oppure ci toccherà sentire “stamattina sono andato con mamma perchè l’autobus l’hanno tolto, non c’è più…..” 

SPERIAMO DI NO!

 

 

 

 

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