Pensieri e riflessioni di una “Retaker da tastiera”

Da qualche settimana anche Massimina ha il suo gruppo Retake, ce ne era proprio bisogno, marciapiedi pieni di erbacce, spazzatura abbandonata in ogni dove, adesivi e cartelloni pubblicitari abusivi, scritte sui muri, insomma il tipico degrado di un quartiere della periferia romana.

12087797_1072804689411065_7287508731846153115_oOggi c’è stato il primo grande intervento in Via Romano Guerra con annesso parco. Un lavorone, che se affrontato in tanti poteva diventare una passeggiata con chiacchierata tra amici, altrimenti trasformata in una faticaccia immane.

In tanti, appunto.

Quanti erano? Non lo so perchè nemmeno io ci sono andata, anche io come tanti, forse troppi miei concittadini “predico bene e razzolo male”, scrivo tanto e faccio poco o niente, insomma sono una Retaker da tastiera. A parte qualche solitario Retakino poco pubblicizzato intorno casa, c’è sempre il maiale di turno che scarica i suoi avanzi e quello del suo cane sul marciapiede davanti al cancello di casa mia, o dentro il bidoncino dell’umido, quando c’è vento poi, volano le foglie la carta e   si accumulano ai bordi dei marciapiedi e bisogna raccoglierle, da noi mica ci passano gli spazzini siamo in periferia! Insomma, non è che partecipo poi molto.

Stamattina poi il mio Retake si è svolto tutto all’interno di casa: prima aspirapolvere in tutte le stanze, poi lo spolvero di tutti i mobili, ho visto una ragnatela in camera di mio figlio ma l’ho lasciata lì perchè non ci arrivavo, dopo ci ritorno; poi secchio straccio e scopettone, infine i panni: lavatrici riempite, stese, panni piegati e ancora da stirare, ma la giornata non è ancora finita.

Così mentre aspetto che si apra l’oblò della lavatrice leggo il messaggio di Antonio, che invece a Via Romano Guerra ci stava e che scrive così: “C’è chi parla e chi lavora, ve le buco quelle tastiere”

Un dolore sordo alla bocca dello stomaco, mi viene da piangere. Mi cambio in silenzio, prendo le chiavi di casa apro la porta e sento mio marito che mi chiede Dove vai? C’è il Retake, rispondo, “Il Reta-che?” mi chiede lui perplesso; brevemente gli spiego cosa è  e dove sto andando e lui tranquillo guarda l’orologio e dice “sono le 11, e il pranzo?” Solo allora mi giro verso la cucina e VEDO quello che per un attimo avevo dimenticato: un lavandino e un tavolo che gridano vendetta, completamente ricoperti di pentole, piatti e posate da lavare e gli ingredienti del pranzo appoggiati sulla

20151018_121443mensola fuori dal frigo in attesa di essere mescolati e poi cucinati. E’ domenica mattina, tutta la famiglia è in casa, è tornata anche mia figlia da un viaggio studio all’estero ed è affamata di cibo Italiano! Addolorata, rientro in casa e inizio a preparare il pranzo, lavare i piatti e stendo i panni di prima.

Anche stavolta la realtà del quotidiano riprende il sopravvento, la continua competizione tra bene familiare e  personale ha il sopravvento sul bene comune collettivo, ma ci sto male, perchè?

Penso: Non è colpa mia se i signori della amministrazione pubblica non usano i miei soldi delle tasse per pulire le strade, per raccogliere la spazzatura, per tagliare l’erba, per multare chi sporca e tanto altro ancora. Io dovrei pensare a casa mia, alla mia famiglia, usare il mio tempo per fare ciò che mi pare. Lo so, mi rispondo, ma sto male lo stesso se penso ai  ragazzi del Retake, che pure dovrebbero utilizzare il loro tempo in altro modo, di certo non a rompersi la schiena per tagliare l’erba e pulire un parco e una strada pubblici, e hanno fatto pure un buon lavoro, in pochi, si sono superati, Grandi! La prossima volta anche se proprio non posso andare a dare una mano, almeno un saluto, un abbraccio e un grazie di persona, cercherò di portarveli.

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Quindi il mio pensiero va al gruppo che alcuni mesi fa, ha fatto la stessa identica faticaccia: Ciao ragazzi, non ci siamo dimenticati di voi, solo che noi “Retaker da tastiera”, siamo timidi, ci vergognamo della nostra attività statica, ma non possiamo fare a meno di essere come siamo

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Un grazie a tutti quelli che in silenzio si adoperano per cercare di migliorare la nostra vita di quartiere, anche a Voi, si proprio Voi “sparuto gruppo di Retaker improvvisati”, che il mese scorso avete ripulito in silenzio Via Pasquale Pasquini era diventata veramente una discarica, piena di barattoli e bottiglie di birra vuoti, spazzatura e buste di mc donald con avanzi. Pensavate di passare inosservati? Bè Vi siete sbagliati, purtroppo per voi qualcuno se ne è accorto! GRAZIE

E chiudo con una piccola provocazione:  Guardiamo a tutte ste piccole grandi persone, piene di senso civico, virtù assai rara ai nostri tempi, che ci fanno RI-conoscere il nostro quartiere; Ricordiamole, loro in fondo ci dimostrano che non siamo solo periferia monnezza e abbandono, ma anche e soprattutto comunità di persone che ancora pensa e crede nel bene comune

Alla prossima camminata, chat o retakata, scegliete Voi.

 

 

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