Malagrotta: ecco un esempio per superare il medioevo

di Edoardo Martino

 

Solo dalle idee dei cittadini e dalla volontà della politica potremo superare una volta per tutte la Malagrotta, evidente sistema di una Italia ingiusta. 

 

Le alternative possibili a Malagrotta ci sono basta cominciare a guardare a nuovi modelli di gestione dei rifiuti. Un esempio incoraggiante viene dalla Cooperativa “Edera” (http://www.ederacoop.com ), già presente sul territorio romano con servizi di raccolta “porta a porta”, che insieme all’associazione “Stand up for your rights” ha elaborato un ambizioso progetto di riqualificazione di aree dismesse e abbandonate della capitale per riconvertirle in isole ecologiche dedite al riciclo dei metalli, della plastica e del vetro.

Il progetto, di cui siamo venuti a conoscenza, riguarda la nascita di diverse isole ecologiche nel centro di Roma, una per ogni Municipio. Uno di questi progetti ha come obiettivo la realizzazione di un moderno impianto per il riciclo di materiali secchi all’interno di un vecchio deposito Cotral sull’Appia vicino al GRA.

La struttura in acciaio è un capannone geodetico di 4.000 mq. All’interno della struttura ci sono varie linee di trattamento e recupero. Oltre al riciclo di plastica, metalli, cartone e vetro abbiamo due aree dedicate ai rifiuti ingombranti come mobili e arredi, con personale addetto al loro recupero con annesso punto vendita. Inoltre è stato progettata anche un’area per il recupero di materie preziose come dispositivi elettronici e computer (c.d. RAEE) mediante lo smontaggio manuale, la differenziazione per tipologia di rifiuto, fino al conferimento alle relative linee di produzione dove il materiale recuperato verrà di nuovo utilizzato.

La chiave per chiudere l’attuale ciclo dei rifiuti secondo lo schema elaborato da “Edera” sarebbe quello di creare una isola ecologica per ogni Municipio di Roma, in questo modo si eviterebbe lo svernamento intensivo in discarica e non si garantirebbe più agli inceneritori di bruciare i rifiuti per mancanza di approvvigionamenti.

Anche l’aspetto occupazionale avrebbe delle positive ricadute, perché si potrebbero creare nuovi posti di lavoro. Per il corretto funzionamento delle linee di recupero servirebbero mediamente 60 addetti che moltiplicato per i Municipi di Roma (15 in tutto) darebbero lavoro a 900 persone, cosa non da poco specie in questi tempi di crisi.

La cooperativa “Edera” ha tracciato inoltre anche il percorso di assunzione del personale, coinvolgendo ex detenuti delle carceri italiane o in procinto di scontare la pena, andando in contro anche alle esigenze messe in evidenza dal Ministro della Giustizia Cancellieri, che a breve farà un nuovo decreto “svuota carceri” con la possibilità di scontare i residui di pena fuori dagli istituti penitenziari.

Serve sicuramente una volontà politica che esca dal modello “Cerroni” e scommetta su nuovi sistemi di smaltimento dei rifiuti. Come ricordato da molti professori e addetti ai lavori un rifiuto può diventare risorsa se si usano le tecniche che lo sappiano valorizzare. Attualmente non c’è molto da dire su come stiano andando le cose, è tutto nelle mani del solito Cerroni che continua ad essere signore indiscusso della mondezza. Fin quando non verrà tolto il cibo che alimenta questo insaziabile Cerbero chiamato Malagrotta non avremo altri sistemi di smaltimento se non le attuali discariche. Fortunatamente qualcosa si muove, perché le alternative ci sono. Starà alla politica prendere nuove decisioni che escano dall’orbita Cerroni e stà ai cittadini premere perché questo percorso vada più veloce.

 

1 Risposta

  1. foresta sabrina
    Sono favorevole alla reasituazione di isole ecologica eviterebbe alle persone maleducate di abbandonare i rifiuti ingombranti dove capita e la città finalmente potrà essere piu pulita a valcanneto quindi nel comune di cerveteri Ci sono delle isole ecologiche e la cosa e molto utile alle persone che abitano in quel comune non si vedono piu rifiuti ingombranti per le strade interne

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